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La rocca di monrupino

La costa dell’altipiano carsico scende a picco sul mare agitato del Golfo di Trieste. Come l’ondeggiare agitato del mare anche la vita della gente scorre movimentata nei paesi del Carso, con le loro chiese e le case tipiche, come perle incastonate fra rocce e vegetazione bassa, lande, cave di pietra e resti dell’antica superficie carsica. 

Su uno dei rilievi, dove la pietra si trasforma nuovamente in un ripido versante che culmina in un’aspra cresta innalzata verso il cielo, c’è il Tabor o Rocca di Monrupino, una fortezza che al suo interno custodisce gelosamente un santuario, meta di pellegrinaggio, consacrato alla Beata Vergine Maria Assunta. All’interno delle mura sono collocate inoltre la Casa Parrocchiale e la Casa della Comunanza, dalle linee semplici e sobrie, scavate nella pietra viva e ricoperte pure di lastre in pietra.

Il bel cortile ampio offre un’atmosfera di pace e un panorama unico. Verso sud l’occhio abbraccia in un rapido sguardo l’altipiano carsico e si perde su Socerb (S. Servolo) e sul monte Slavnik (Taiano). Ad ovest spazia sul Mare Adriatico con la foce dell’Isonzo, Grado e Barbana.

Nelle giornate serene le linee della laguna si fanno nette fino a Venezia, mentre sopra la pianura friulana brillano in lontananza le cime delle Dolomiti. Verso est si innalza fiero il Nanos, poco più a sinistra il Čaven e l’altipiano di Ternova (Trnovo), a volte sono visibili anche le cime delle Alpi Giulie.

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